Quanto costa un beat quando non ti basta più rappare sull'anteprima trovata su YouTube e vuoi pubblicare il pezzo? Tra basi gratis, licenze a prezzi molto diversi e producer senza listino, capire quanto costa comprare un beat, e cosa paghi davvero, non è immediato. Qui trovi i prezzi di NKSounds voce per voce, perché il prezzo di un beat cambia da un producer all'altro, quanto costa un pezzo completo e come si paga.
Cosa include il prezzo: le licenze NKSounds
Il prezzo di un beat non paga il file: paga quello che ti è permesso farci. Per questo su NKSounds le opzioni sono poche, uguali per ogni base del catalogo e scritte nero su bianco:
- Licenza Standard, 49 €
- MP3 e WAV senza tag, licenza non esclusiva per un pezzo. Stream illimitati su tutte le piattaforme, fino a 1.000 copie fisiche vendute e un videoclip. In cambio citi il producer con il credito «Prod. NKSounds».
- Stems, +20 €
- Le tracce separate della base (batteria, 808, melodie), da aggiungere alla Standard se chi mixa vuole lavorare traccia per traccia.
- Diritti estesi, +50 €
- Aggiungono alla Standard concerti, radio e TV.
- Licenza Esclusiva, 499 €
- MP3, WAV e stems, diritti estesi compresi, vendite e videoclip senza limiti. Il beat viene tolto dal catalogo e nessun altro può più comprarlo.
Tre dettagli abbassano il conto. Se parti con la Standard e il pezzo cresce, passi all'Esclusiva quando vuoi e il prezzo della Standard già pagata viene scalato. Sulla Standard vale l'offerta 3 beat al prezzo di 2, comoda se prepari un EP o un mixtape. E con ogni base acquistata il mastering del tuo pezzo è offerto. Il contratto di licenza, in inglese, arriva via email insieme ai file.
Perché il prezzo di un beat cambia da un producer all'altro
Confronta dieci siti e trovi dieci listini. Non è un caso: quasi sempre la differenza viene da quattro fattori.
- Licenza non esclusiva o esclusiva. La licenza non esclusiva, che molti chiamano lease, costa meno perché il producer continua a vendere la stessa base ad altri artisti. Un beat in esclusiva costa molto di più perché il producer rinuncia a tutte le vendite future di quella base: è quella rinuncia che paghi.
- I file. Molti producer vendono la licenza a scaglioni: solo MP3, poi WAV, poi WAV con stems. Più i file sono completi, più il prezzo sale. Un MP3 basta per una demo; per l'uscita sulle piattaforme è meglio il WAV, e per un mix curato servono gli stems.
- I diritti. Alcune licenze economiche mettono un tetto agli stream, alle copie vendute o ai video, oppure escludono radio e concerti. Un prezzo basso con un tetto che superi in pochi mesi non è un affare: prima o poi dovrai passare a una licenza più cara.
- La notorietà. Un producer che ha firmato dischi di successo può chiedere di più, e spesso non lavora a listino ma a progetto.
Ecco perché alla domanda «quanto costa un beat di un producer famoso», di quelli che firmano le hit, non esiste una risposta con un numero: il prezzo si tratta caso per caso, spesso insieme a una quota sui diritti del brano. Lo stesso vale per quanto costa farsi fare un beat su misura: il producer lavora solo per te, con sessioni e modifiche, e prezzo e diritti si concordano prima. NKSounds non fa produzioni su misura: ogni base del catalogo è già finita, si ascolta prima di pagare e ha un prezzo fisso.
Il consiglio pratico: confronta cosa include ogni licenza, non solo il prezzo. File senza tag, diritti chiari e un contratto scritto valgono più di qualche euro risparmiato.
Base gratis o presa da YouTube: quanto costa davvero
Una base gratis sembra la risposta più semplice alla domanda su quanto costa una base rap: niente. Ma quel prezzo zero spesso si paga dopo, in tre modi:
- Il tag
- Le anteprime sono marcate con un tag vocale, la voce che ripete il nome del producer. Se registri sull'anteprima, il tag resta nel tuo pezzo.
- Le rivendicazioni
- La stessa base può essere venduta in esclusiva a un altro artista o registrata in un sistema di riconoscimento come Content ID. Il tuo pezzo può ricevere una rivendicazione, perdere la monetizzazione o essere bloccato.
- Nessun contratto
- Le basi «free for non profit» escludono i guadagni, e spesso le condizioni stanno solo nella descrizione di un video che domani può sparire. Se un distributore ti chiede da dove viene la musica, non hai niente da mostrare.
Ascoltare una base gratis e scriverci sopra va benissimo per allenarti. Per pubblicare serve una licenza scritta. Le differenze tra free for profit, free for non profit e licenza a pagamento sono spiegate nella guida su come comprare un beat online.
Il budget completo di un pezzo: beat, registrazione, mix e master
Il beat è una sola voce del conto, l'unica che conosci in anticipo. Per un pezzo pronto da pubblicare mettine in fila quattro:
- La base: la licenza Standard, o l'Esclusiva se è il singolo su cui punti tutto.
- La registrazione: a casa il costo è soprattutto l'attrezzatura (microfono, scheda audio, cuffie), da comprare una volta sola. In studio si paga di solito a ore o a sessione, con prezzi che cambiano molto da una città all'altra e da un fonico all'altro: chiedi sempre un preventivo scritto, con le ore comprese e i file che ti porti a casa. Per partire con quello che hai già, segui la guida per registrare la voce su una base.
- Il mix: mettere insieme voce e base. A volte è compreso nella sessione di studio, più spesso ha un preventivo a parte per ogni pezzo. Con gli stems chi mixa può bilanciare ogni elemento della base.
- Il mastering: l'ultimo passaggio prima dell'uscita, quello che porta volume e suono al livello delle piattaforme. Qui non lo paghi: con ogni base acquistata il mastering online del pezzo è offerto.
Poi c'è l'uscita: per arrivare su Spotify e sulle altre piattaforme passi da un distributore digitale, e i passaggi sono spiegati nella guida su come pubblicare una canzone su Spotify. Il modo più semplice per spendere meno resta arrivare in studio con il testo già provato sulla base: ogni ora passata a cercare l'attacco della strofa è un'ora pagata.
Pagare dall'Italia o dall'estero
I prezzi sono in euro: dall'Italia paghi la cifra indicata, con carta o PayPal, senza conversioni. Se ti colleghi da un paese fuori dall'eurozona, per esempio dalla Svizzera italiana, sullo shop e sulle schede dei beat accanto al prezzo in euro compare una stima nella tua valuta, preceduta dal segno «≈».
Perché «circa»? A seconda del paese, il pagamento con carta può avvenire direttamente nella tua valuta, e il servizio di pagamento aggiunge al tasso di cambio una commissione di conversione dal 2 al 4 %. La stima ne tiene conto, ma la cifra esatta la vedi solo nella pagina di pagamento, prima di confermare. Se invece la carta viene addebitata in euro, il cambio lo applica la tua banca, alle sue condizioni. In ogni caso controlla che la carta accetti i pagamenti online internazionali.
Come comprare un beat in quattro passi
- Ascolta la selezione qui sotto. Ogni beat si ascolta gratis, con il tag vocale. Tieni da parte le due o tre che ti fanno venire subito una frase in testa.
- Apri la scheda del beat. Trovi BPM e tonalità, e la sezione «Quale struttura?», che ti mostra dove mettere strofe e ritornelli con i timecode. Prima di pagare clicca su «Scrivi un testo»: si apre un blocco note con un riquadro per ogni parte del pezzo, che si illumina mentre la base suona. Così provi il testo sulla base e compri solo quella giusta.
- Scegli la licenza e paga. Standard, con o senza opzioni, oppure Esclusiva. Aggiungi al carrello e paga con carta o PayPal.
- Ricevi file e contratto via email. MP3, WAV ed eventuali stems arrivano insieme al contratto di licenza. Conservalo: è la prova dei tuoi diritti se un distributore te la chiede.
Per vedere tutto il catalogo, con i filtri per genere e mood, vai allo shop di beat. Se hai già in mente il suono del pezzo, parti dalle basi rap.
